«La mia azienda produce radicchio in autunno ed inverno e poi asparago a primavera», racconta Giuliano Scattolin, imprenditore agricolo di Rio San Martino a Scorzé. «Si tratta di due prodotti d’eccellenza riconosciuti IGP (identità geografica protetta) che normalmente da soli bastano per il reddito aziendale. Quest’anno, con l’inizio dell’emergenza Covid-19 a metà inverno, abbiamo registrato un calo di circa il 40% nella vendita del radicchio dovuto anche al blocco di settore fondamentali come la ristorazione. Ora, dai primi di aprile fino a maggio, c’è la stagione dell’asparago. Speriamo che i consumatori apprezzino questa primizia IGP che, secondo tradizione, allieta anche il pranzo di Pasqua e Pasquetta. Noi, insieme ad altre aziende orticole, siamo disponibili anche a vendere direttamente al consumatore. In ogni caso i nostri prodotti ora trovano principale sbocco nella grande distribuzione dove contiamo che vengano adeguatamente valorizzati».
Da esperienze come questa nasce l’appello del presidente di Confagricoltura Venezia, Giulio Rocca, che si rivolge soprattutto ai consumatori ma anche alla grande distribuzione: «Nel medio periodo non siamo in grado di prevedere lo scenario complessivo e tantomeno l’andamento dei prezzi dei prodotti agricoli sul mercato, perché non conosciamo ancora fino in fondo l’impatto che avranno le mancate esportazioni e il blocco di settori strategici come il turismo nell’area veneziana. Nel frattempo segnaliamo che, nel momento di massima attività nelle campagne per la semina delle colture primaverili, si registra una gravissima mancanza di manodopera visto che molti lavoratori stranieri scappano perché temono il contagio».
La crisi si sente in tutte le aree del veneziano in cui l’agricoltura è diffusa, dal Veneto orientale al Miranese fino a Chioggia.
«Molte sono le preoccupazioni anche per i produttori orticoli della zona del miranese – sostiene Emanuele Boetto, segretario di zona di Confagricoltura di Venezia a Mirano – in particolare a Scorzè, dove vi è una concentrazione importante di aziende che producono primizie primaverili d’eccellenza, dagli ortaggi a foglia larga ad asparagi e piselli. Rivolgiamo pertanto un appello accorato ai consumatori perché comprino prodotti italiani e si rivolgano anche direttamente alle aziende agricole che sono disponibili per la vendita di queste primizie».