«Se riesco a strappare a chi mi parla un sorriso, anche a costo di apparire buffa per le cose che dico, mi va bene. Mi va benissimo di vincere l’olimpiade della “buffaggine”, se alla fine il mio interlocutore se ne va sorridendo». Questo è stato, da sempre, il programma – la poetica, si direbbe – di Roberta Comin, autrice veneziana di favole.
Adesso l’asticella si alza. Perché nella quarta raccolta di favole, in uscita nelle librerie in questi giorni (per l’editrice L’orto della Cultura, al prezzo di 16 euro), Roberta Comin tenta strade più difficili.
Strade che toccano temi sociali. «C’è una favola, per esempio – spiega l’autrice – che racconta dell’incomprensione completa di due bambini del tutto diversi, che poi si ritrovano nel giocare a calcio insieme».
Sono al cuore della favola, insomma, l’accettazione delle persone diverse da noi, la tolleranza dei caratteri diversi, lo sforzarsi di essere comunque persone corrette, oneste e buone, accettando il fatto che accanto a noi non tutti sono così…
Il titolo della raccolta “Una favola può” esplicita proprio questo obiettivo: divertire con un racconto e invitare a pensare, far sorridere e responsabilizzare, lasciar correre la fantasia ed educare.
Il tutto sorretto e potenziato dalle illustrazioni di Miriam Serafin, illustratrice veneziana laureata in Design allo Iuav e specializzata in illustrazione per l’infanzia.
Così, con un lessico soffice e familiare, e con accelerazioni fantastiche che calamitano l’attenzione, le favole di Roberta Comin aiutano a cogliere fin da piccoli il valore dell’umanità. E, nel tempo di Natale, a percepire il significato dell’accoglienza.
Chi desideri conoscere questo mondo fantastico può partecipare alla presentazione di “Una favola può”, martedì 4 dicembre, alle ore 18, alla Scoletta dei Calegheri in campo San Tomà a Venezia.
Giorgio Malavasi